Afterimages

Afterimages

Acromatopsia

Autori

Lucrezia Annibali, Caterina Biscardi, Federico Martinelli, Alessandro Neri, Irene Pantani, Sofia Pigozzo, Alessia Righi

Politecnico di Milano • Anno Accademico 2020/2021

“One does not see with the eye, one sees with the mind”

Oliver Sacks

Il progetto “Afterimages” si propone di illustrare e interpretare il fenomeno delle “immagini secondarie”, illusioni ottiche che generano bagliori che persistono nella visione anche quando l’esposizione all’immagine originale è cessata. Una delle più comuni è il bagliore luminoso che appare davanti agli occhi in seguito all’esposizione prolungata ad una fonte di luce intensa. La percezione delle afterimages è estremamente soggettiva: il tempo di persistenza, il movimento, il loro apparire e poi svanire,

varia da individuo a individuo. Si tratta di un fenomeno comune, di cui chiunque può fare esperienza, ma che per una persona acromate assume un significato particolare. L’acromatopsia è infatti una rara malattia ereditaria caratterizzata dall’incapacità di percepire i colori, da un’elevata fotosensibilità e da scarsa acuità visiva. Ci siamo avvalsi delle testimonianze di Francesca, ragazza acromate da noi intervistata, per farci guidare nello sviluppo del progetto.

“Ogni volta che le mie palpebre si aprivano un po’,

vedevo solo la luce accecante, ma ogni volta che le richiudevo, potevo ‘vedere’ ciò che non mi era possibile

vedere con gli occhi aperti”.

Francesca

Il processo

Gli acromati, soffrendo di un’ elevata fotosensibilità, possono sfruttare a loro vantaggio il fenomeno delle afterimages: questo permette loro di “vedere ad occhi chiusi” ciò che non riescono a vedere ad occhi aperti. Le sagome di ciò che li circonda rimangono impresse nella retina dei loro occhi.

Mentre nelle persone normo vedenti il fenomeno si presenta se l’esposizione diretta alla fonte luminosa avviene per un tempo relativamente lungo (circa 20 secondi), per gli acromati la sovra-stimolazione dei fotorecettori è causata da livelli “normali” di illuminazione.

Il Wunderbook

La struttura del Wunderbook si sviluppa in tre parti: la prima consiste in una serie di pagine sfogliabili, nelle quali viene spiegato il fenomeno delle afterimages e il rispettivo legame con l’acromatopsia; nella successiva, attraverso tre concertine interscambiabili, si rappresenta graficamente lo sviluppo visivo

delle sagome, dal loro nascere al loro svanire. Infine la lightbox è finalizzata alla provocazione vera e propria del fenomeno, attraverso una tavola luminosa e degli stencils ad essa sovrapposti. Una precedente serie di domande rivolte al fruitore sottolinea la soggettività delle afterimages.

Il pensiero degli autori

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